Scopri le pillole musicali di Milano Classica!
Un assaggio dei capolavori che animeranno la stagione di Milano Classica a Monte Rosa 91: curiosità, aneddoti e dettagli nascosti sulle musiche in programma, raccontati con passione da Cosimo Carovani, nostro primo violoncello. Preparati ad ascoltare i concerti con uno sguardo nuovo… e un orecchio più attento! ✨
Presentazione di “Pillole musicali”
28/02 – Born in the U.S.A.
28/03 – La danza della Vita e della Morte
12/04 – East Side Story
10/05 – Paesaggi Musicali Italiani
06/06 – Pastorale
LO SAI CHE?
Ninna nanna d'estateNinna nanna d'estate
“Summertime” (“tempo d’estate”) è un’aria composta da George Gershwin per l’opera “Porgy and Bess” del 1935. Una sorta di ninna nanna che è diventata un “evergreen” del jazz, uno dei brani più noti e con un numero di versioni difficile da contare.
Qualcuno ci ha provato, con un risultato sorprendente: sarebbero oltre 50mila le registrazioni differenti. Si va dal jazz al blues, dal rock all’hip hop. Vendutissima negli anni ’60 quella di Billy Stewart. C’è anche una “cover” in italiano, interpretata da Johnny Dorelli, che risale all’inizio degli anni ’60.
LO SAI CHE?
Un clarinetto in aeroportoUn clarinetto in aeroporto
Il personaggio di Viktor Navorsky, interpretato da Tom Hanks nel film The Terminal, trova nella musica una forma di espressione mentre è bloccato in aeroporto. Ma sapevi che tutta la colonna sonora della pellicola, composta da John Williams, è costruita attorno al clarinetto?
Grazie alla sua versatilità, questo strumento ha trovato spazio in molte sue partiture, dai momenti più lirici a quelli più giocosi e frizzanti.
LO SAI CHE?
Un treno per GershwinUn treno per Gershwin
Quando George Gershwin scrisse Rhapsody in Blue, si dice che l’ispirazione gli sia venuta… su un treno! Mentre viaggiava da New York a Boston, sentì nella mente il ritmo sferragliante delle rotaie trasformarsi in quel celebre tema di clarinetto che apre il brano. Ascoltando questa musica travolgente, lasciati trasportare in una New York ruggente, tra taxi gialli, luci al neon e il frastuono del jazz.
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Le Danze rumene di Bartók: dal villaggio al palcoscenicoLe Danze rumene di Bartók: dal villaggio al palcoscenico
Béla Bartók era un vero esploratore della musica popolare! Viaggiava per i villaggi dell’Europa dell’Est con un fonografo, registrando melodie tradizionali direttamente dai contadini e dai musicisti locali. Le sue Danze rumene nascono proprio da queste ricerche: sei brevi brani pieni di energia, ritmi sfrenati e colori esotici, ispirati alle danze tradizionali della Transilvania. Dai saltelli frenetici alla dolce malinconia, Bartók riesce a trasformare la musica di strada in un capolavoro da concerto… senza perdere un briciolo della sua autenticità!
LO SAI CHE?
Un ballo inquietanteUn ballo inquietante
Il tema della Morte e la Fanciulla ha affascinato artisti di ogni epoca: un dialogo tra l’inesorabile mietitrice e una giovane donna, sospeso tra terrore e seduzione. Schubert lo trasforma prima in un lieder struggente, poi nel celebre Quartetto n. 14, dove il tema funebre diventa un cuore pulsante di tensione e dramma. Ma non è solo musica! Da dipinti rinascimentali a poesie romantiche, questa danza tra vita e morte ha ispirato secoli di arte… perché, in fondo, chi può davvero sfuggire al suo ultimo valzer?
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Cinema senza immaginiIl concerto per archi di Nino Rota
Quando si pensa a Nino Rota, vengono subito in mente le colonne sonore dei film di Fellini e de Il Padrino, ma il suo Concerto per archi dimostra che il suo talento andava ben oltre il grande schermo. Qui non ci sono immagini, eppure la musica sembra raccontare una storia: melodie liriche, momenti giocosi e improvvisi colpi di scena… proprio come in un film senza bisogno di pellicola! Ascoltarlo è come sfogliare un album di scene mai girate, ma che vivono nella fantasia di chi ascolta. ️
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“Crisantemi” di Puccini: un fiore per un addio“Crisantemi” di Puccini: un fiore per un addio
“Crisantemi” di Puccini: un fiore per un addio
Puccini scrisse Crisantemi in una sola notte, come omaggio funebre all’amico Amedeo di Savoia. Il titolo non è casuale: in Italia i crisantemi sono il fiore dei morti, e questa pagina per quartetto d’archi è intrisa di malinconia e nobiltà d’animo. Ma la curiosità? Il tema principale era così bello che Puccini lo riciclò… nell’opera Manon Lescaut! Da semplice elegia d’amicizia a palcoscenico lirico: anche il dolore, nelle sue mani, diventa arte senza tempo.