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SUMMARY:Fantasie notturne
DESCRIPTION:SPAZIO TEATRO 89 \nLa voce lunare della violaMusiche di J.S. Bach/Z. Kodaly\, G. Ph. Telemann\, L. Van Beethoven\, P. Hindemith \nCon:\nGiuseppe Russo Rossi viola\nLuca Schieppati pianoforte \nProgramma \nJ.S. Bach/Z. Kodaly\nFantasia Cromatica\nG. Ph. Telemann\nFantasia n. 7\nL. Van Beethoven\nNotturno op. 42\nP. Hindemith\nSonata “Fantasie” op. 11 n. 4 \nLE NOTE DI SALA DI LUCA SCHIEPPATI \nIl repertorio solistico della viola è tanto esiguo quanto straordinariamente di pregio\, e il programma impaginato per noi dal violista Giuseppe Russo-Rossi\, interprete colto\, sensibile e virtuoso del cui ritorno a Spazio Teatro 89 siamo estremamente felici\, ce ne offre una esauriente antologia che parte dal barocco di Telemann\, con una delle sue tanto meravigliose quanto poco note Fantasie per viola sola\, e arriva alla fluente\, esuberante Sonata-Fantasia di Hindemith\, capolavoro in cui convivono senza attriti intensità espressionista\, costruttivismo neoclassico e  lirismo romantico. Al centro del percorso\, il raro Notturno op. 42 di Beethoven\, unica opera di Ludwig van per viola e pianoforte\, auto-trascrizione dalla Serenata per Trio d’archi op. 8 che\, nella nuova veste strumentale\, aggiunge alla nostalgica grazia settecentesca dell’originale una “tinta” più modernamente romantica. In apertura del concerto\, un altro brano per viola sola\, la Fantasia cromatica di Bach trascritta da Zoltan Kodaly\, omaggio novecentesco a uno dei più impervi e stupefacenti capolavori barocchi\, nonché stimolante esercizio di “straniamento timbrico” nel passare dalle sferraglianti sonorità del clavicembalo alla voce lunare della viola.
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SUMMARY:Clementi Plays Bach
DESCRIPTION:SPAZIO TEATRO 89 \nLe Partite di Johann Sebastian Bach (2)Musiche di Johann Sebastian Bach \nCon:\nMaria Clementi pianoforte \nProgramma \nJohann Sebastian Bach\nPartite n. 3\, n. 4\, n. 5 \nLE NOTE DI SALA DI LUCA SCHIEPPATI \nPubblicate singolarmente fra il 1726 e il 1730 e poi riunite quale prima delle quattro parti del Clavier-Übung\, le Sei Partite di Johann Sebastian Bach sono ormai da tempo uscite dall’ambito didattico in cui lo stesso titolo della raccolta pareva volerle relegare (Clavier-Übung significa Esercizi per tastiera) per entrare stabilmente nel repertorio dei pianisti concertisti. Stabilmente sì\, ma non integralmente: se assai gettonate sono sempre le prime due\, più infrequente è poter ascoltare dal vivo le altre quattro. \nSiamo dunque grati a Maria Clementi – il cui smagliante nomen-omen è chiaro segno di predestinazione per affrontare un repertorio che unisca preparazione accademica di altissimo livello\, consapevolezza storica e sensibilità interpretativa – per questa sua “integrale”\, che dopo il primo capitolo (anzi vien da dire il “primo tempo”\, trattandosi di Partite) dell’anno scorso in cui abbiamo ascoltato le Partite n. 1\, 2 e 6\, conclude quest’anno il percorso\, nel beneaugurante giorno di Santa Cecilia\, con le n. 3\, 4 e 5\, in una mirabile ed equilibrata di alternanza  astrazione contrappuntistica\, danzante eleganza e cantabilità ora profonda ora fiorita.
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SUMMARY:Viva Vivaldi!
DESCRIPTION:SPAZIO TEATRO 89 \nLa leggerezza del Genio\, fra sacro e profanoMusiche di Antonio Vivaldi \nCon:\nPiercarlo Sacco\, direttore e concertatore\nZara Dimitrova\, soprano\nKülli Tomingas\, mezzosoprano\nEnsemble d’archi dell’Istituto Piseri di Brugherio \nProgramma \nAntonio Vivaldi\nConcerti per violino e archi op. 3\, n. 9 e n. 12\nConcerto per due violoncelli e archi RV 531\nConcerto per due violini e archi op. 3 n. 11\nMottetto “Nulla in mundo pax sincera” RV 630\nCum dederit\, dal Nisi Dominus RV 608 \nLE NOTE DI SALA DI LUCA SCHIEPPATI \nAlla prestigiosa carriera solistica e cameristica\, con un repertorio che spazia dal barocco alla musica contemporanea\, il violinista Piercarlo Sacco da molti anni affianca anche una intensa attività didattica presso importanti istituzioni\, e il concerto che ci propone quest’anno rientra proprio in quest’ultimo ambito: tornerà da noi infatti nella veste di direttore\, concertatore e\, in senso più ampio\, mentore dell’ensemble d’archi formato dagli studenti dell’Istituto Piseri di Brugherio\, con un programma interamente dedicato al genio estroso di Antonio Vivaldi\, la cui musica di gioiosa vitalità è sicuramente auspicio per le imminenti festività natalizie\, nonchè stimolante pietra di paragone per l’ensemble giovanile che la eseguirà. Il repertorio sarà sia strumentale che vocale\, sia sacro che profano\, con alcuni brani eseguiti dalle voci del soprano Zara Dimitrova e del mezzosoprano Külli Tomingas\, tra i quali il mottetto “Nulla in mundo pax sincera”\, titolo il cui senso purtroppo è rimasto inalterato dal ‘700 di Vivaldi alla nostra bellicosa attualità.
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SUMMARY:Suggestioni\, ossessioni\, pulsazioni
DESCRIPTION:I CONCERTI DI SPAZIO TEATRO 89 \nBeethoven e i Romantici\, fra eredità e reminiscenzeMusiche di L. van Beethoven\, R. Schumann\, F. Schubert\, F. Lisz\, B. Campodonico \nCon:\nPaolo Salvi\, pianoforte \nProgramma  \nR. Schumann\nEsercizi in forma di Variazioni su un Tema di Beethoven\nF. Schubert\nImprovviso op. 90 n. 3\nB. Campodonico\nAllegretto (Bagatella für Beethoven)\nL. van Beethoven\nSonata quasi una Fantasia op. 27 n. 1\nF. Liszt\nFantasia quasi Sonata Apres une lecture du Dante \nLE NOTE DI SALA DI LUCA SCHIEPPATI \nI lettori di libri gialli sanno che gli indizi non sono prove\, ma sanno anche che possono comunque essere probanti qualora siano “gravi\, precisi e concordanti”. Orbene\, la piccola ipotesi proposta dal programma di questo concerto è basata su indizi e non su prove\, ma si ritiene che tali indizi siano molto convincenti. \nL’ipotesi è che l’Allegretto della 7a Sinfonia di Beethoven\, con la sua costante pulsazione di dattili (lunga-breve-breve) e spondei (lunga-lunga) alternati\, sia divenuto per Schubert fonte di ispirazione ricorrente e persino ossessiva. Gli indizi constano di varie composizioni schubertiane che utilizzano la stessa pulsazione (l’elenco è lungo\, ma ricordiamone almeno alcune: i Lieder Der Tod und das Mädchen\, Der Wanderer e Trockne Blumen; gli Improvvisi op. 90 n. 3 e op. 142 n. 3; il secondo tema del Lebensstürme). E poi vi sono gli indizi indiretti rinvenibili in Schumann\, grande assimilatore di tracce musicali significanti\, che nel terzo movimento della sua Fantasia sovrappose citazioni del fatale Allegretto beethoveniano e dello schubertiano Improvviso op. 90 n. 3\, e che  proprio al Tema della 7a dedicò una serie di enigmatici e incompiuti “Esercizi in forma di Variazione”. \nA questa ipotesi\, cui farà riferimento anche un breve brano di Beatrice Campodonico (Allegretto – Bagatella für Beethoven)\, il colto e sensibile pianista Paolo Salvi accosta anche un altro confronto diretto fra le feconde ispirazioni del Titano di Bonn e la generazione romantica\, con l’ascolto ravvicinato della beethoveniana Sonata quasi una Fantasia op. 27 n. 1 e della Fantasia quasi Sonata “dopo una lettura di Dante” di Franz Liszt\, ambiziosa struttura in cui convivono le simmetrie delle forme classiche\, la libertà dell’improvvisazione\, la sinestesia del poema sinfonico.
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SUMMARY:Dica "33"
DESCRIPTION:I CONCERTI DI SPAZIO TEATRO 89 \nLe Variazioni Diabelli di BeethovenMusiche di L. van Beethoven \nCon:\nDavide Cabassi\, pianoforte \nProgramma  \nL. van Beethoven\n33 Variazioni su un Valzer di Anton Diabelli\, op. 120 \nLE NOTE DI SALA DI LUCA SCHIEPPATI \nDa alcuni anni l’eletta schiera di interpreti che si sono dedicati all’esecuzione integrale delle Sonate per pianoforte di Beethoven si è arricchita di un nuovo protagonista: Davide Cabassi\, che procede nella colossale impresa consapevole dei gloriosi precedenti da cui attingere ispirazione\, ma senza mai rinunciare alla sorgiva spontaneità del suo pianismo\, da sempre votato a una calda\, eloquente\, gioiosa espressività\, dunque perfettamente in sintonia con l’esortazione che Beethoven inserì prima dell’inno alla Gioia: “Amici\, non questi suoni\, bensì altri più piacevoli e gioiosi!”. \nDopo aver eseguito e inciso un ampio numero di Sonate. Cabassi affronta adesso alle monumentali 33 Variazioni su un Valzer di Diabelli\, capolavoro estremo nel quale Beethoven riversa ispirazioni di ogni genere\, riflessioni storiche ed estetiche\, commossa partecipazione\, ironico distacco. Alla gioia (beethoveniana) di ospitare nuovamente un interprete che ci onora della sua presenza fin dalle primissime annate della nostra rassegna\, si unisce dunque l’orgoglio di presentare una autorevole interpretazione di un brano che per la sua evidente\, trascendentale difficoltà esecutiva e concettuale è da sempre di rarissima esecuzione.
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SUMMARY:I magnifici cinque (Concerti n. 1\, 2 e 3)
DESCRIPTION:I CONCERTI DI SPAZIO TEATRO 89 \nI 5 Concerti di Beethoven per pianoforte e orchestraMusiche di L. van Beethoven \nCon:\nI Solisti di Milano Classica \nPianisti:\nValeria Bianchi\, Deng Fuke\, Cezar Platon\, Gabriele Corsello\, Sebastiano Benzing \nProgramma  \nL. van Beethoven\nConcerti per pianoforte e orchestra n.1\,2 e 3 \nLE NOTE DI SALA DI LUCA SCHIEPPATI \nScritti fra il 1795 e il 1809\, i cinque Concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven delineano un percorso di progressiva elaborazione di forme e contenuti che si pone come un ponte solido e perfettamente compiuto fra l’influenza mozartiana e le molteplici successive derivazioni\, con i primi due Concerti che pur nel rispetto delle ereditate convenzioni esibiscono un virtuosismo modernamente spettacolare\, il Terzo che definisce una sorta di paradigmatico “stile Impero” affine al gusto delle coeve opere di Cherubini e Spontini\, fino alla rivoluzionaria libertà di concezione del Quarto\,in cui il dialogo fra solista e orchestra si fonde in un’ininterrotta e inesauribile effusione lirica\, e del Quinto\, primo esempio di “concerto sinfonico” in cui il pianoforte è trattato al pari di una sezione dell’orchestra\, con una scrittura totalmente integrata in partitura che non prevede le tradizionali cadenze affidate all’estro creativo del solista. \nAscoltare questi cinque capolavori – nella versione con quartetto d’archi di Franz Lachner (1803-1890) – suddivisi in due concerti nell’arco di due settimane è sicuramente esperienza ad altissimo tasso di emozione\, tanto più perché affidati alla sensibile maestria dei Solisti di Milano Classica e\, per le parti solistiche\, al talento di cinque giovani interpreti che alle precoci qualità tecniche e musicali sapranno unire l’energico\, contagioso entusiasmo della loro invidiabile età.
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SUMMARY:I magnifici cinque (Concerti n. 4 e n. 5)
DESCRIPTION:I CONCERTI DI SPAZIO TEATRO 89 \nQuando la musica incontra la NaturaMusiche di L. van Beethoven\, R. Schumann\, O. Messiaen \nCon: \nI Solisti di Milano Classica \nPianisti: \nValeria Bianchi\, Deng Fuke\, Cezar Platon\, Gabriele Corsello\, Sebastiano Benzing \nProgramma  \nL. van Beethoven\nSonata quasi una Fantasia op. 27 n. 2 “Al chiaro di luna”\nAndante favorì WoO 57. \nR. Schumann\nWaldszenen op. 82 \nO. Messiaen\nCatalogue des oiseaux \nLE NOTE DI SALA DI LUCA SCHIEPPATI \nScritti fra il 1795 e il 1809\, i cinque Concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven delineano un percorso di progressiva elaborazione di forme e contenuti che si pone come un ponte solido e perfettamente compiuto fra l’influenza mozartiana e le molteplici successive derivazioni\, con i primi due Concerti che pur nel rispetto delle ereditate convenzioni esibiscono un virtuosismo modernamente spettacolare\, il Terzo che definisce una sorta di paradigmatico “stile Impero” affine al gusto delle coeve opere di Cherubini e Spontini\, fino alla rivoluzionaria libertà di concezione del Quarto\,in cui il dialogo fra solista e orchestra si fonde in un’ininterrotta e inesauribile effusione lirica\, e del Quinto\, primo esempio di “concerto sinfonico” in cui il pianoforte è trattato al pari di una sezione dell’orchestra\, con una scrittura totalmente integrata in partitura che non prevede le tradizionali cadenze affidate all’estro creativo del solista. \nAscoltare questi cinque capolavori – nella versione con quartetto d’archi di Franz Lachner (1803-1890) – suddivisi in due concerti nell’arco di due settimane è sicuramente esperienza ad altissimo tasso di emozione\, tanto più perché affidati alla sensibile maestria dei Solisti di Milano Classica e\, per le parti solistiche\, al talento di cinque giovani interpreti che alle precoci qualità tecniche e musicali sapranno unire l’energico\, contagioso entusiasmo della loro invidiabile età.
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