I CONCERTI DI SPAZIO TEATRO 89
Beethoven e i Romantici, fra eredità e reminiscenze
Musiche di L. van Beethoven, R. Schumann, F. Schubert, F. Lisz, B. Campodonico
Con:
Paolo Salvi, pianoforte
Programma
R. Schumann
Esercizi in forma di Variazioni su un Tema di Beethoven
F. Schubert
Improvviso op. 90 n. 3
B. Campodonico
Allegretto (Bagatella für Beethoven)
L. van Beethoven
Sonata quasi una Fantasia op. 27 n. 1
F. Liszt
Fantasia quasi Sonata Apres une lecture du Dante
LE NOTE DI SALA DI LUCA SCHIEPPATI
I lettori di libri gialli sanno che gli indizi non sono prove, ma sanno anche che possono comunque essere probanti qualora siano “gravi, precisi e concordanti”. Orbene, la piccola ipotesi proposta dal programma di questo concerto è basata su indizi e non su prove, ma si ritiene che tali indizi siano molto convincenti.
L’ipotesi è che l’Allegretto della 7a Sinfonia di Beethoven, con la sua costante pulsazione di dattili (lunga-breve-breve) e spondei (lunga-lunga) alternati, sia divenuto per Schubert fonte di ispirazione ricorrente e persino ossessiva. Gli indizi constano di varie composizioni schubertiane che utilizzano la stessa pulsazione (l’elenco è lungo, ma ricordiamone almeno alcune: i Lieder Der Tod und das Mädchen, Der Wanderer e Trockne Blumen; gli Improvvisi op. 90 n. 3 e op. 142 n. 3; il secondo tema del Lebensstürme). E poi vi sono gli indizi indiretti rinvenibili in Schumann, grande assimilatore di tracce musicali significanti, che nel terzo movimento della sua Fantasia sovrappose citazioni del fatale Allegretto beethoveniano e dello schubertiano Improvviso op. 90 n. 3, e che proprio al Tema della 7a dedicò una serie di enigmatici e incompiuti “Esercizi in forma di Variazione”.
A questa ipotesi, cui farà riferimento anche un breve brano di Beatrice Campodonico (Allegretto – Bagatella für Beethoven), il colto e sensibile pianista Paolo Salvi accosta anche un altro confronto diretto fra le feconde ispirazioni del Titano di Bonn e la generazione romantica, con l’ascolto ravvicinato della beethoveniana Sonata quasi una Fantasia op. 27 n. 1 e della Fantasia quasi Sonata “dopo una lettura di Dante” di Franz Liszt, ambiziosa struttura in cui convivono le simmetrie delle forme classiche, la libertà dell’improvvisazione, la sinestesia del poema sinfonico.

